giovedì 12 febbraio 2009

UN PO' DI FOTO......:)






















RINGRAZIAMENTI

Miei cari amici ho concluso il mio lavoro...e per un po' non scriverò più..ma vi prometto che tratterrò altre tematiche molto interessanti..e se mai riuscirò a mettere in piedi questo asilo tanto sognato..farò uno sconto del 10% a tutti voi cari lettori!
Ringrazio tutti coloro che hanno letto e seguito questo blog..che hanno commentato..e che mi hanno fatto i complimenti (anche se a voce)..GRAZIE..e grazie a tutti coloro che mi hanno dato gli spunti per scrivere questi argomenti!
Un grande abbraccio..e a presto!!
Martina

mercoledì 11 febbraio 2009

LA PRATICA PSICOMOTORIA E IL GIOCO EURISTICO (parte seconda)


Adesso parliamo del Gioco Euristico.

Il Gioco Euristico o gioco di scoperta, è un'attività di esplorazione e di ricerca, in cui i bambini possono sperimentare o scoprire il "senso" e il significato degli oggetti e dei materiali (naturali e non) messi a loro disposizione dagli adulti, in modo autonomo e libero da traguardi di riferimento. E' una situazione di gioco che permette la conquista di competenze sociali attraverso il confronto e l'elaborazione dei conflitti, la cooperazione per l'uso e la gestione dei materiali. Facilita la maturazione dell'identità e dell'autonomia aumentando i tempi di concentrazione e la capacità di "stare" dentro un'occasione di gioco. L'educatore osserva i percorsi esplorativi messi in atto dai bambini e svolge un ruolo di sostegno della motivazione al gioco stesso, creando gli stimoli alla continua composizione/scomposizione/ri-composizione delle conoscenze che, attraverso le varie attività materiali, vengono veicolate.

LA PRATICA PSICOMOTORIA E IL GIOCO EURISTICO


Buongiorno a tutti..oggi voglio parlarvi bene della pratica psicomotoria e del gioco euristico..perchè nella formazione del bambino credo siano molto importanti.

La Pratica Psicomotoria, ideata da Bernard Aucouturier, si basa su un'idea di persona considerata globalmente nella sua corporeità, intelligenza e affettività tra loro profondamente intelligenti. Si tratta di un'attività rivolta ai bambini che mira a favorire lo sviluppo, la maturazione e l'espressione delle potenzialità del bambino a livello motorio, affettivo, relazionale e cognitivo, concepite non come ambiti separati, ma viste nell'ottica della globalità della persona. Aiuta i bambini a crescere armoniosamente accompagnando e favorendo il loro processo di crescita e di strutturazione dell'identità. La Pratica Psicomotoria utilizza utilizza il gioco spontaneo, il movimento, l'azione e la rappresentazione perchè è tramite l'azione e il piacere che questa genera che il bambino scopre e conquista il mondo.

Il bambino non gioca per imparare, ma impara perchè gioca, e questo avviene in un luogo preciso: la stanza di Pratica Psicomotoria: uno spazio ricco, vario, colorato, che prevede la presenza attenta di un educatore che accoglie le produzioni dei bambini, condivide le loro emozioni e il loro piacere, e li accompagna nel percorso di crescita.

Attraverso il movimento, l'azione, il gioco spontaneo e la sensomotricità, il bambino esplora, scopre e conquista il mondo degli oggetti e delle persone che sono intorno a lui. Nel movimento esprime le sue emozioni, la sua vita affettiva profonda e il suo mondo fantasmatico.
...

domenica 8 febbraio 2009

ATTIVITA' SVOLTE CON I BAMBINI

Adesso parliamo delle attività che svolgeremo con i bambini.
Pratica psicomotoria: i bambini vengono immersi in situazioni con lo spazio strutturato di volta in volta con materiali diversi. Il materiale di base è costituito da materassoni, blocchi di varie forme, dimensioni e colori, corde, palloni, palline e altro....
Gioco euristico: in una stanza libera e senza mobili, i bambini giocano con materiale "povero" e vengono lasciati liberi di sperimentare, organizzarsi e di proporre giochi agli altri senza essere indirizzati dalle educatrici.
Travestimenti: vengono messi a disposizione, per una scelta libera, vestiti, gonne, camicie, scarpe, borsette, trucchi e gioielli. Con questi i bambini si "trasformano" creando da soli giohi che prendono forma in maniera imprevedibile.
La casetta: in uno spazio sono riprodotti, a misura di bambino, i vari mobili e accessori di casa per avere la possibilità di "far finta di...."
La manipolazione: in laboratorio a tavolino o a terra vengono proposti vari tipi di materiale (farina gialla e bianca, pasta cruda, pasta di sale) da utilizzare assieme a contenitori, cucchiai, mestoli,......
Martina
Nota: Non tutto è frutto della mia mente, ho preso qualche spunto da una vera giornata del nido!

UNA GIORNATA AL NIDO





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Buongiorno a tutti!
Oggi vorrei parlare della giornata tipo del mio futuro nido.

UNA GIORNATA AL NIDO

-ORE 7.30/9.00: I bambini vengono accolti nel salone dove si dividono liberamente in 3 centri di interesse, con giochi di tipo diverso per rispondere alle esigenze di tutti.

-ORE 9.15: Per tutti c'è una piccola merenda a base di frutta fresca.

-ORE 10.00: I bambini ora seguono i proprio gruppo nei vari spazi per le attività specifiche: psicomotricità, gioco euristico, travestimento, casetta, pittura, manipolazione....

-ORE 11.00: Arriva la pappa, sempre diversa per non annoiare: pastasciutta, minestrina, carne, pesce, uova, formaggio e soprattutto verdure a volontà.

-ORE 12.30: Tutti pronti, dopo essere stati lavati e cambiati e aver indossato il pigiamino, i bimbi vanno a nanna nelle loro camerette.

-ORE 12.30/13.30: Coloro che frequentano l'asilo nido part-time attendono in uno spazio tranquillo l'arrivo dei loro genitori.

-ORE 15.00: Divisi nelle loro sezioni i bambini fanno merenda: frutta fresca o frullata, yogurt, budino, dolce,...

-ORE 15.30/16.00: Arrivano i genitori e un po' alla volta i bambini vanno a casa, mentre, per chi usufruisce del servizio di prolungamento, l'uscita è entron le ore 19.00.

to be continued.....

venerdì 6 febbraio 2009

IL MIO FUTURO ASILO NIDO :)



Miei cari amici..Buongiorno!

Come vi dicevo in uno dei primi post, il mio grande sogno è quello di aprire un asilo nido "tutto mio" ed esserne la responsabile e la direttrice. Anche se so che dovranno passare ancora diversi anni..io intanto comincio ad organizzare il mio lavoro...anzi il mio asilo!

Allora..questo asilo sarà "piccolino", vale a dire che sarà strutturato per un numero massimo di 20 bambini, i quali saranno suddivisi in tre sezioni.

I bimbi più piccoli, di età compresa tra i 3 e i 15 mesi, saranno della sezione dei "pulcini";

I bimbi medi, di età compresa tra i 15 e i 24 mesi, saranno della sezione dei "leoncini";

I bambini grandi, di età compresa tra i 24 e i 36 mesi, apparterranno alla sezione degli "orsetti".


Mi sono informata, e la legge regionale del Veneto (L.r.n.32/90) prevede che il rapporto numerico adulto/bambino sia di: 1 educatore ogni 6 bambini sotto i 15 mesi, e 1 educatore ogni 8 bambini sopra i 15 mesi.


Il "mio" nido sarà una struttura pensata per offrire ai bimbi e alle bimbe dai 3 mesi ai 3 anni occasioni di crescita: motoria, sensoriale, emotiva, relazionale, sociale.

Al nido, gli intereventi sono pensati e progettati nel rispetto dei singoli bambini proprio perchè è obiettivo del nido la loro maturazione fisica e psicologica.


Per quanto riguarda le attività ve ne parlo sul prossimo post, per ora vi posso solo dire che ho intenzione di tenere aperto l'asilo dal lunedì al venerdì, dalle 7.30 alle 19.00......


to be continued.....

martedì 3 febbraio 2009

LE CONSEGUENZE PSICOLOGICHE DEL BAMBINO MALTRATTATO


Riciao a tutti...piccola parentesi, ho il computer che non va e sono dal nonno, e visto che non so quando tornerà a funzionare il mio caro vecchio pc...approfitto per fare due post!
Ok..ora torniamo a noi... adesso voglio parlarvi dell'abuso all'infanzia e delle conseguenze psicologiche del bambino maltrattato, visto che ne abbiamo appena parlato.
Per capire a quale tipo di problema e a quale dolore ci si trova di fronte, quando si incontra un bambino maltrattato o abusato, è utile la definizione che, nel 1991, il Child Protection Register inglese ha sintetizzato delle seguenti categorie:
La trascuratezza, con la quale si intende una grave e persistente negligenza nei confronti del bambino, o il fallimento nel proteggerlo dalla esposizione a qualsiasi genere di pericolo, incluso freddo o fame, o anche gli insuccessi nelle cure necessarie alla crescita.
Il maltrattamento fisico, che implica un danno o il fallimento nel prevenirlo, inclusi gli avvelenamenti intenzionali e il soffocamento.
L'abuso sessuale, che comporta lo sfruttamento sessuale di un bambino o adolescente, dipendente e/o immaturo sul piano dello sviluppo, e prostituzione infantile e pornografia.
L'abuso emozionale, comunemente denominato anche maltrattamento psicologico, che si riferisce a persistenti maltrattamenti emotivi e atteggiamenti di rifiuto e di denigrazione che determinano conseguenze negative sullo sviluppo affettivo e comportamentale.
Compiuto un tentativo di classificazione, è necessario sottolineare che in capo allo stesso bambino si riscontra, spesso, la compresenza di diversi tipi di maltrattamento. Tra le forme di violenza, soprattutto per il fatto che non si presenta mai da solo, ma sempre associato alle altre, l'abuso sessuale, è la forma più grave e più dannosa per la salute psichica a breve e a lungo termine del bambino. L'abuso sessuale di per sé implica violenza psicologica, anche quando quest'ultima non si esprime nelle forme della denigrazione verbale o della svalutazione esplicita e si associa anche a quella mancanza di protezione e di tutela da parte del genitore non direttamente abusante e violento, definita trascuratezza psicologica. Le aree di disturbo sono molte. Sono molto frequenti sintomi post traumatici da stress, segnalati da paura, ansia, problemi di attenzione e concentrazione. Appare anche ridotta la socialità, con tendenza all'isolamento e scarse relazione tra pari, e sono consistenti i comportamenti instabili, i tentativi di fuga, la mancanza di fiducia negli adulti e una percezione di sé come diversi. La sfiducia, il senso di impotenza, l'emergere di sentimenti di vergogna e di colpa, e un insieme di sintomi depressivi e autolesionisti determinano uno squilibrio delle funzioni cognitive del bambino che appaiono disomogenee e oscillanti.
Purtroppo, è proprio nell'ambiente familiare in cui i bambini vivono che, molto spesso, si aggravano o si moltiplicano i maltrattamenti e gli abusi nel tempo.
Si va ormai radicando l'idea che la violenza non sia frutto di errori educativi, difficoltà momentanee dei genitori, ma di vere e proprie modalità relazionali deformate, patologiche e distruttive, che meritano aiuto e cure adeguate. I genitori, spesso, sono a loro volta portatori di disagi personali iscritti nella storia infantile, che impediscono loro di reagire alle frustrazioni e alle difficoltà mediando nel rapporto con altri adulti e con il partner e di cogliere i bisogni dei figli. Si creano così delle situazioni nelle quali tutti hanno bisogno di aiuto. Se la comprensione delle dinamiche familiari rappresenta un punto centrale, non va sottovalutato il fatto che il bambino stesso ha bisogno di essere ascoltato, compreso e anche curato per le ferite riportate, evidenti e non. D'altra parte sappiamo che il momento del racconto dell'abuso subito da parte del bambino coincide con il riemergere di intense emozioni e di vividi turbamenti, con la paura di danneggiare coloro che, pur avendo provocato tanto dolore, continuano ad essere le persone più significative della propria vita.
In una reale prospettiva di tutela occorre, non solo condurre i colloqui con il bambino in un adeguato contesto o con tecniche non induttive o suggestive ma anche e, soprattutto, preoccuparsi della cura della sua salute psichica, rispettare i tempi a lui necessari per elaborare tali drammatiche esperienze e per superare quei sintomi psicologici che provocano un intenso malessere e che potrebbero essi stessi produrre racconti frammentari, scarni o poveri dettagli.


Bibliografia:
Di Biasio P.,Psicologia del bambino maltrattato, Il Mulino, 1980
Miller P.H.,Teorie dello sviluppo psicologico, il Mulino, 2002
Smeriglio L.,Sovrapprotezione materna e sviluppo infantile, Parallelo 38,1973
Winnicott D.W.,Gioco e realtà, Armando,1974


A presto, Martina

IL SILENZIO DEGLI INNOCENTI


Ciao miei cari amici..oggi vorrei parlarvi di alcuni fatti che purtroppo..in una società come la nostra..succedono troppo spesso..... Circa una settimana fa..ancora una volta bambini vittime della follia degli adulti. In Belgio, nella cittadina di Dendermonde, alle porte di Bruxelles, un pazzo armato di coltello ha fatto irruzione in un asilo nido uccidendo tre bambini e una delle assistenti. Dieci i piccoli rimasti feriti, alcuni in grvissime condizioni. L'uomo è entrato nell'asilo "Paese delle Favole", chiedendo di parlare con una persona della struttura. Così, in pochi secondi, ha raggiunto la stanza dove si trovavano i piccoli, quelli da zero a tre anni, cominciando a colpire a caso e all'impazzata. Le impiegate dell'asilo hanno cercato in tutti i modi di bloccare il forsennato, ma senza esito, restando anche loro ferite. Nell'asilo, al momento della carneficina c'erano in tutto 18 bambini e sei assistenti.

Io sono sconvolta..penso ai poveri bimbi che hanno assistito alla scena..poverini..quanto mi dispiace..chissà come saranno shockati...e soprattutto quali conseguenze psicologiche riporteranno.....

Ma non è tutto....sempre circa una settimana fa, una bambina di 8 anni è stata portata via a forza dalla madre da parte dei servizi sociali perchè sarebbe stata spinta (dalla madre stessa) ad odiare il papà.

Tutto ha inizio quando la bambina si rifiuta per l'ennesima volta di passare un week-end con il padre; sostiene di essere stata picchiata e sgridata. Ma il padre vuol far valere il suo diritto e va a prendere la bimba con forza..che una volta presa in braccio dal papà si sente male e stenta e respirare. E la colpa a chi viene data? Alla madre! Ebbene sì, la madre viene accusata di esercitare sulla figlia un'influenza negativa nei confronti del padre.

In ogni caso chi ci rimette (ed è quello che mi fa stare male) è la bambina che ora soffre ed è in un profondo stato di prostrazione nelle stanzette dei servizi sociali. A volte mi chiedo veramente che tipo di pedagogia hanno studiato questi "servizi sociali"..sanno benissimo che in questo modo hanno shockato la bambina e che resterà turbata per un bel periodo della sua vita..sono d'accordo che bisogna rispettare le leggi e i codici civili..ma se ogni tanto si mettesse anche la morale di mezzo...sicuramente si farebbero meno danni!!!

Comunque sono davvero stufa di queste violenze, sia fisiche che psicologiche, lasciamoli crescere tranquilli questi bimbi..che avranno già abbastanza problemi quando saranno grandi...quindi..ripeto...BASTA CON LE VIOLENZE SUI BAMBINI!!!

venerdì 30 gennaio 2009

GIOCANDO SI IMPARA: L' IMPORTANZA DEL GIOCO E DELLE REGOLE NELLA CRESCITA (parte seconda)


Buongiorno a tutti..oggi finiamo il discorso dell' altra volta!
Buona lettura!

Il gioco è significativo per lo sviluppo intellettivo del bambino, perchè il bimbo, quando gioca, sorprende se stesso e nella sorpresa acquisisce nuove modalità per entrare in relazione con il mondo esterno. Nel gioco, il bambino sviluppa le proprie potenzialità intellettive, affettive e relazionali.

A secondo dell'età, il bambino nel giocare impara ad essere creativo, sperimenta le sue capacità cognitive, scopre se stesso, entra in relazione con i suoi coetanei e sviluppa quindi l'intera personalità.

Il gioco favorisce:

  • Lo sviluppo affettivo

  • Lo sviluppo cognitivo

  • Lo sviluppo sociale

Al di là delle diverse correnti di pensiero, risulta evidente come il gioco è altamente significativo per la crescita del bambino, perchè svolge una funzione strutturante dell'intera personalità.

Il gioco ha un alto valore evolutivo, perchè stimola cognitivamente il bambino e permette l'accesso al suo mondo interiore.

Ciò che è importante sottolineare è che il compito di analizzare, o quanto meno di cercare di valutare il comportamento dei bambini, attraverso il gioco, non deve coinvolgere solo gli studiosi ma deve richiamare in prima persona sia i genitori che gli educatori. Essi, innanzi tutto, devono trovare il tempo da dedicare al gioco dei loro figli, per dare loro l'opportunità di misurare e sviluppare le proprie risorse e le proprie potenzialità. Del resto i bambini reagiscono con entusiasmo alla disponibilità dei genitori a giocare con loro: lo scoprire che possano mostrare interesse e che possano coinvolgersi in un'attività da loro considerata seria, è motivo di grande felicità ed è un modo che consente loro di rafforzare il senso di sicurezza e protezione. La capacità dei genitori di giocare con i propri figli è sicuramente un buon indice di armonia familiare, così come la capacità di giocare da parte degli educatori con i bambini, garantisce a questi ultimi una sensazione di benessere psichico oltre a costruire la condizione di base per consentire loro di sviluppare una buona capacità ludica.

In ogni caso è necessario garantire e restituire ai bambini il tempo e lo spazio per dare libero sfogo a tutte le loro pulsioni interne e assicurare loro una certa complicità senza svestirsi del ruolo di guide.

Oggi tutti i documenti internazionali affermano il diritto al gico del bambino che viene proclamato come bisogno prevalente e vitale dell'nfanzia, motivato da esigenze e implicazioni di ordine fisiologico, psichico, spirituale e sociale basato sul riconoscimento della pienezza umana in ogni fase della vita.

C'è solo da sperare che tanto interesse verso le esigenze del mondo dell'infanzia trovi come corrispettivo anche un adeguato e pratico impegno sociale e politico in termini di creazione di spazi e di infrastrutture sempre più consoni alle richieste ludiche dei bambini.

A presto!

Martina

domenica 25 gennaio 2009

GIOCANDO SI IMPARA: L' IMPORTANZA DEL GIOCO E DELLE REGOLE NELLA CRESCITA (parte prima)

Ciao a tutti!..come vi ho promesso l'altra volta, oggi vi racconto del secondo incontro di formazione a cui ho partecipato che trattava l'importanza del gioco nel bambino.

L'IMPORTANZA DEL GIOCO
Nell'accezione comune, il termine "gioco" si discosta completamente da una qualsiasi connotazione si "serietà". Se però ci soffermiamo sulla citazione di Montaigne, notiamo come sia sinonimo di azione seria quando ci riferiamo ad un bambino "i giochi dei bambini non sono dei giochi, bisogna invece valutarli come le loro azioni più serie".
Ogni bambino gioca naturalmente, perchè prova una sensazione di benessere; nulla quindi è tolto all'aspetto ludico in se stesso, ma, anzi, è proprio il piacere intrinseco nel gioco che comporta e favorisce nuove componenti.
Per i bambini, che giocano per divertirsi, non c'è nessuna differenza tra il gioco e ciò che un adulto potrebbe considerare come un lavoro. Solo più tardi, una volta che giungono ad associare un'attività alla ricompensa, essi iniziano a considerare un comportamento mentre lo pongono in atto in vista di benefici a lungo termine piuttosto che per la gratificazione immediata. Ciò è dovuto allo sviluppo di abilità cognitive che consentono al bambino di vedere il legame tra causa ed effetto.
Attraverso il gioco, infatti, il bambino incomincia a comprendere come funzionano le cose: che cosa si può o non si può fare con determinati oggetti, si rende conto dell'esistenza di leggi del caso e della probabilità e di regole di comportamento che vanno rispettate. L'esperienza del gioco insegna al bambino ad essere perseverante e ad avere fiducia nelle proprie capacità; è un processo attraverso il quale diventa consapevole del proprio mondo interiore e di quello esteriore, incominciando ad accettare le legittime esigenze di queste sue due realtà.
Le attività ludiche a cui i bambini si dedicano si modificano via via, di pari passo con il loro sviluppo intellettivo e psicologico, ma rimangono un aspetto fondamentale della vita di ogni individuo, in tutte le fasce d'età.
To be continued..........

sabato 24 gennaio 2009

IL BAMBINO: I PRIMI SPOSTAMENTI, LE PRIME SCOPERTE, LE PRIME PAROLE (parte seconda)



Buongiorno a tutti..riprendiamo il discorso dell' altra volta...

IL LINGUAGGIO


Il linguaggio è uno strumento straordinario per vivere nella società, per avere dei rapporti.

due sistemi per comunicare:


  • VERBALE

  • NON VERBALE

Il bambino passa da quella Non Verbale a quella Verbale
Verso i 6-7 mesi il bambino:

a) comincia a riconoscere le caratteristiche acustiche dell'ambiente in cui vive;
b) inizia a uniformare le proprie produzioni a quelle dei genitori, compaiono così i primi vocalizzi.

GIOCO VOCALICO


Il bambino:


  • è attento ai suoni che produce

  • gli piace auto-ascoltarsi

  • si diverte ad imitare i suoni
Produzione ripetuta di sillabe: LALLAZIONE (intorno a 9-10 mesi), ed è fondamentale per l'interazione comunicativa genitore-bambino.
Il bambino è motivato a comunicare per soddisfare i bisogni primari: essere cullato, nutrito, pulito, coccolato.

Intorno ai 12 mesi...compaiono le prime paroline. Ogni volta che con lo stesso suono indica sempre la stessa persona/cosa, quel suono è una vera e propria parola.

Intorno ai 12-15 mesi: parole dotate di significato per:

  • dire il nome delle cose

  • richiedere le cose (es. PAPPA: mamma ho fame)

Intorno ai 24 mesi il bimbo combina due parole:
  • nome+nome papà brum/papà via

  • nome+verbo mamma dai

  • nome+modificatore mamma bella

Il bambino apprende anche al di fuori dell'ambiente familiare.
Dai 3 anni, il bimbo produce:

  • suoni umani

  • sequenze sempre diverse di suoni
Fino a raggiungere la produzione corretta.
3-6 anni: CORPO PERCEPITO: immagine mentale del proprio schema corporeo.

TABELLE EVOLUTIVE? NO GRAZIE

Ogni bambino ha il proprio ritmo, il proprio tempo di sviluppo. Nemmeno due fratelli sono speculari.

Come sostenere lo sviluppo del linguaggio del bambino?


Per Bruver il bambino "apprende ad usare" il linguaggio per mezzo di due forze:

  • una "spinge" dall' interno

  • l'altra "tira" dall'esterno ed è il sistema di sostegno all'acquisizione del linguaggio.

BAGNO SONORO

  • parlare con calma, con calore: il bimbo lo percepisce come un piacere, percepisce prima le emozioni, poi i contenuti

  • parlare normalmente, con parole semplici, ma non semplificate: chiamare la carne: carne o bistecca fin dal'inizio, NON ciccia (etc..)

  • fare frasi brevi, costruite correttamente

  • cantare filastrocche

  • giocare con il linguaggio verbale: inventare poesie o filastrocche

  • spiegargli i rumori che sente in casa o per strada

  • dare un nome alle persone e alle cose che lo circondano

  • spiegargli le parole che non capisce

  • raccontargli ciò che (noi, genitori o educatori) stiamo facendo

  • aiutarlo a precisare il suo pensiero, i suoi sentimenti

  • non creare confusione (tv o radio, anzi SPEGNERLE quando si è con il bambino)

  • stimolarlo a dire, a raccontare

  • fargli scoprire molto presto i libri (come contenuto e come sensazione tattile)

  • lasciare sempre a portata di mano fogli e colori per scarabocchiare e per sviluppare emozioni!
E per oggi.....è tutto! A presto!

Martina






martedì 20 gennaio 2009

IL BAMBINO: I PRIMI SPOSTAMENTI, LE PRIME SCOPERTE, LE PRIME PAROLE


Buonasera a tutti!
Circa due mesi fa ho partecipato ad alcuni incontri formativi che si sono tenuti fortunatamente vicino al mio paese...li ho seguiti con interesse..e due in particolare hanno captato la mia attenzione...uno..che trattava i primi passi, le prime scoperte e le prime paroline...e l'altro (di cui ne parleremo la prossima volta) che riguardava l'importanza del gioco nel bambino.
Oggi voglio spiegarvi tutto quello che i relatori hanno "raccontato" a noi partecipanti...
Ps. Lo divido in due post...

IL BAMBINO:I PRIMI SPOSTAMENTI, LE PRIME SCOPERTE, LE PRIME PAROLE

Il bambino nasce con delle risposte automatiche chiamate Riflessi Arcaici quali:

- Riflesso di Moro
- Riflesso di Grasping (aggrappamento)
- Riflesso di Stepping (marcia automatica)
- Riflesso di Rooting (rotazione)
- Riflesso di Suzione

Mentre i sensi della PROPRIOCEZIONE e dell'OLFATTO sono molto sensibili.


Molto importante, è il fatto che solamente le cure e le attenzioni offerte dall'ambiente esterno permettono al bambino di crescere in modo armonico e sereno, l'interazione con l'ambiente, infatti, è fondamentale per la formazione della personalità...
...e queste caratteristiche devono essere sempre presenti e correlate tra loro:
  • La componente affettiva

  • Lo sviluppo motorio

  • Le relazioni sociali

  • La maturazione psicologica

Il bambino nelle varie fasi


  • 0-3 mesi : CORPO SUBITO, il principale agente è il genitore;

  • 3 mesi-3 anni: CORPO VISSUTO, prima viene l'azione, e sulla base dell'azione si costruisce il pensiero.

I "no" che fanno crescere


  • Non trattare il bimbo come un piccolo adulto!

  • Non far usare il girello al bambino, altrimenti non avverte la famosa forza peso!

  • Si all'aiuto, No al troppo sostegno! Lasciamoli cadere questi bambini!

Attraverso l'esercizio delle abilità acquisite, il bambino scopre di ESSERE IN GRADO di produrre un EFFETTO sull'ambiente esterno.


Per imparare, deve poter provare e sbagliare


E' solo attraverso gli errori che il bambino impara a crescere; vive il piacere di raggiungere i suoi successi. Finchè arriva a produrre i primi giochi di imitazione differita.


Cosa sostiene il bambino nel suo processo di crescita?


Innanzitutto IL SENSO DI SICUREZZA, che offre al bambino la sensazione di POTERSI FIDARE dell'esterno e crea le basi per la fiducia in se stesso. Il bambino si fida dell'ambiente solo se la sua mamma si fida.

Un gioco fondamentale è il GIOCO DEL CUCU'.. apparire e scomparire, farà credere al bambino che lui ha il potere di far apparire e scomparire le cose.


MOLTO IMPORTANTE


  • Accogliere gli interessi del bambino

  • Sostenere l'azione del bambino

  • Accompagnare l'impegno

  • Rinforzare e gratificare gli sforzi

  • Evitare di sostituirsi al bambino

  • Accettare che il bambino faccia da sé

  • Imparare a rispettare i suoi momenti di riposo e di stanchezza

"Aiutami a fare da solo" (Montessori)


L'interazione sociale del bambino


  • Si sviluppa fin dalla nascita

  • Si manifesta attraverso il sorriso, il pianto, i primi vocalizzi (sorriso sociale-contagio emotivo)

  • La prima espressione è il comportamento di attaccamento

IL DONO E LO SCAMBIO

La piacevolezza di "fare con gli altri"; imitazione e sperimentazione sono due fondamentali sistemi di apprendimento. La ripetizione dell'esperienza permette l'apprendimento. L'interazione del bambino con i coetanei e con gli adulti è favorita dallo sviluppo del linguaggio.

to be continued.......


venerdì 9 gennaio 2009

APRIRE UN ASILO NIDO


Il ritmo frenetico della vita moderna, l'aumento del numero delle donne che lavorano e una maggiore importanza attribuita alla socializzazione del bambino rendono sempre più necessaria la presenza di asili, strutture e servizi per l'infanzia.
Ma ci sono dei punti importanti che non si possono tralasciare..come leggevo nel sito
http://www.asilinido.biz/.

1- CONOSCERE LA LEGGE; l'apertura di un nido, disciplinata dalla Legge nazionale 1044/71, è soggetta a decreti regionali spesso diversissimi tra loro: cambiano gli enti competenti per il rilascio dell'autorizzazione, i requisiti imposti alla struttura dal punto di vista igienico.

2- CERCARE UN IMMOBILE; deve avere tutte le caratteristiche richieste: ubicazione, spazio esterno, cucina, rapporto mq/
bambini.

3- OCCHIO ALL'IGIENE; verificare i requisiti igienico-sanitari imposti alla struttura (a seconda della formula scelta) e richiedere, se previsto, sopralluogo della Asl per autorizzazione sanitaria.

4- I VIGILI DEL FUOCO; richiedere sopralluogo e autorizzazione dei Vigili del Fuoco (se prevista).

5- IL PERSONALE; chi lavora a stretto contatto con i bimbi deve avere un titolo di studio adeguato. E il numero degli addetti deve rispettare il rapporto stabilito educatori/
bambini.

6- PUBBLICITÀ; definire la promozione per farsi conoscere già in fase di apertura.

7- PRATICHE BUROCRATICHE; aprire partita Iva,
conto fiscale, iscrizione Registro Imprese, Inps, Inaii, tassa rifiuti... come per qualsiasi attività.

Una volta conclusi questi punti c'è da sperare di cominciare l'attività senza problemi e con successo...e il numero dei bambini crescerà sempre più!


giovedì 8 gennaio 2009

L'ASILO PERFETTO

Proprio l'altro giorno ho realizzato qual'è l'aspetto più difficile dell'aprire un asilo nido o un centro infanzia...i genitori! Ebbene si! Lo capisco benissimo che ogni genitore voglia il meglio per suo figlio....ma lamentarsi proprio di tutto...anche delle cose positive...mi sembra un po' eccessivo.. In ogni caso, sono già pronta psicologicamente ad ogni tipo di critica...anche se, ovviamente, farò il possibile per aprire un Asilo...perfetto!
Martina